La Città delle Arti e delle Scienze, Valencia

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A mio papà

Rieccomi qui con l’aggiornamento promesso. Oggi è il compleanno di mio papà e dedico proprio a lui questo articolo. So che a lui emozionano di più le costruzioni del passato, ma che regalo originale sarebbe?!

Ci saranno poche parole: penso che queste foto possano trasmettere già tanta emozione rispetto a tante spiegazioni. Come potrete vedere e come già vi avevo anticipato precedentemente, ho avuto la fortuna di visitare la Città delle Arti e delle Scienze quando c’erano pochissime persone; questo mi ha dato modo di avere tutto il tempo a disposizione per immortalare ciò che più mi emoziona: l’architettura.

Consiglio di cliccare sulle foto per poterle vedere più grandi. Per maggiori informazioni o per vedere altre foto, contattatemi!

Buona visione!

PALAZZO DELLE ARTI REINA SOFIA

Sonia Darici_tutti i diritti riservatiIl Palazzo delle Arti Reina Sofia è un edificio singolare e monumentale, dedicato alla promozione e diffusione delle arti sceniche: musica, teatro e danza. Arrivando dal centro di Valencia, è la prima struttura che si incontra.

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Il Palazzo è stato inaugurato nel 2005. Per il progetto, l’architetto ha preso spunto da tutto ciò che lo circonda. La struttura ricorda un cranio: il teatro è accolto tra due involucri di calcestruzzo, uniti da una lingua che raggiunge i 70 metri di altezza.

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Il teatro è composto da quattro grandi sale:

– quella principale, al centro dell’edificio, ospita fino a 1706 persone. Il suo disegno regala un’ottima resa acustica;

– a Ovest c’è un Auditorium di dimensioni più piccole (ospita fino a 400 persone), dedicato alla musica da camera;

– a Est si trova una grande sala dedicata agli spettacoli teatrali: può contenere 1520 spettatori;

– vicino alla sala centrale, infine, è situato un altro auditorium con 400 posti a sedere, dedicato al teatro e alla danza sperimentale. Presenta una galleria per le esposizione di mostre temporanee.

L’EMISFERO

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Il primissimo edificio realizzato tra il 1995 e il 1998 dall’architetto Santiago Calatrava è l’Hemisferic (Emisfero) che occupa un’area di 2661 mq. L’idea da cui l’architetto ha tratto ispirazione è l’occhio umano: esternamente è caratterizzato da un rivestimento trasparente che ricorda la palpebra oculare (lunga 110 metri e larga 55,5 metri). La struttura metallica e le lastre in vetro sono sorrette da due archi in calcestruzzo armato: queste ultime permettono il funzionamento delle parti mobili dell’edificio che danno modo di mostrare il “planetario”, cioè la semisfera in calcestruzzo che si trova all’interno. Il tutto è concluso con uno specchio d’acqua che circonda l’intera struttura e dà l’illusione di vedere l’intero occhio umano.

L’Emisfero racchiude due sistemi di proiezione in uno schermo concavo di 900 mq: il grande formato cinema IMAX dome e la rappresentazione astronomica con spettacoli.

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MUSEO DELLA SCIENZA PRINCIPE FELIPE

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Credo che il museo sia stato l’edifico che più mi ha “lasciata di stucco”: l’intreccio delle parti del suo scheletro ha qualcosa di incredibile! Affascinante cosa l’architettura possa trasmettere e creare!

Il Museo delle Scienze ospita percorsi didattici e interattivi che mostrano il progresso scientifico.

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Il museo, inaugurato nel 2000, copre una superficie di 41.530 mq. E’ completamente interattivo: vuole essere un centro dove l’apprendimento, sia scientifico che tecnologico, avviene tramite la sperimentazione; il motto è “vietato NON toccare”.

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L’edificio ricorda un’onda ed è sviluppato su tre piani attraverso una pianta larga 104 metri e lunga 241 metri. L’illuminazione interna è naturale grazie alla struttura in metallo e vetro. La facciata e la copertura sono interamente sorrette da cinque alberi in calcestruzzo armato che dialogano e si intrecciano con i restanti elementi curvi ripetitivi che formano l’edificio.

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L’UMBRACLE

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L’Umbracle è una struttura che abbraccia diverse funzioni/necessità: al piano inferiore è un parcheggio (ospita fino a 690 vetture e 20 pullman) ed è un accesso alla Città delle Arti e delle Scienze; al piano superiore, invece, trova spazio un ricco giardino e una galleria d’arte all’aperto. La struttura è caratterizzata da un loggiato composto da 55 archi, lungo 320 metri e largo 60 metri.

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L’AGORA’, IL PARCO OCEANOGRAFICO UNIVERSALE, IL PONT DE L’ASSUT DE L’OR

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L’Agorà è stata inaugurata nel 2009 ed è l’ultima architettura che l’architetto Santiago Calatrava ha eseguito nella Città delle Arti e delle Scienze. Si trova tra il Pont de l’Assut de l’Or e l’Oceanografico (entrambe opere dell’architetto) ed è una piazza coperta polivalente. E’ strutturata attraverso una pianta ellittica e la copertura, ricordando le mani intrecciate, può muoversi per consentire un’illuminazione naturale.

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Sonia Darici_tutti i diritti riservatiL’Oceanografico, invece, è stato inaugurato nel 2003 ed è il più grande parco naturale d’Europa. Al suo interno ospita i principale ecosistemi marini del pianeta. Il Parco si sviluppa su una superficie di 80.000 mq ed accoglie acquari, isolotti, lagune e un ristorante girevole sottomarino.

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Il Pont de l’Assut de l’Or, lungo 180 metri e largo 34 metri, è un ponte strallato che attraversa i giardini della Turia. Si trova tra il Museo della Scienza Principe Felipe e l’Agorà. Il ponte ha un pilone alto 125 metri che rappresenta il punto più alto della città.

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Nelle foto ho voluto confrontare il Pont de l’Assut de l’Or con l’altro ponte che divide Il Palazzo delle Arti Reina Sofia dalla restante parte della città delle Arti e delle Scienze.

Avrei ancora tantissime foto da mostrarvi, ma ho preferito non dilungarmi troppo. Magari un giorno ne caricherò altre per ritornare con la mente in un luogo così magico.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto: resto a disposizione per commenti o informazioni.

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BUON COMPLEANNO PAPA’!

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e, pertanto, possono essere riprodotte soltanto citandone il nome. Copyright Sonia Darici 2015]

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La Città delle Arti e delle Scienze a Valencia: dove magia e cultura si fondono in un unico luogo.

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Oggi vorrei riportarvi con me a Valencia, in Spagna, e farvi conoscere la Città delle Arti e delle Scienze, un complesso architettonico progettato dall’architetto valenziano Santiago Calatrava. Questo articolo vuole essere una veloce introduzione ai prossimi aggiornamenti che tratteranno, più approfonditamente, le varie strutture attraverso le foto che ho scattato.

In questi ultimi tempi i progetti dell’architetto Calatrava stanno subendo molte polemiche (vedi il ponte della Costituzione a Venezia) e anche la Città delle Arti e delle Scienze non ha avuto una storia facile. Con questo articolo, però, non voglio giudicare né l’architetto né i suoi progetti: vorrei solo condividere con voi la mia esperienza a Valencia.

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La città delle Arti e delle Scienze è composta da varie strutture facenti parte di tre aree tematiche differenti: arte, scienza e natura. Si sviluppa lungo il vecchio letto del fiume Turia (ora spostato), coprendo una superficie di 350.000 m2 ed estendendosi su una striscia lunga 8 chilometri e larga 200 metri. Obiettivo principale del progetto era di creare un ambiente che favorisse la divulgazione della cultura e del sapere e il recupero di una vasta area della periferia orientale di Valencia, per dar vita a un percorso che collega la città con la costa valenziana.

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Il progetto, iniziato nel luglio del 1996, è un esempio di architettura organica che fonde al suo interno vari elementi quali la tradizione, i colori e la luce del luogo: componenti predominanti, infatti, sono il cemento bianco e le grandi piscine d’acqua che rispecchiano sia il cielo azzurro che le strutture.

Il complesso forma una vera e propria città dentro Valencia. E’ composto dalle seguenti strutture (analizzate nei seguenti aggiornamenti al blog):

  • el Palau de les Arts Reina Sofia
  • l’Hemisferic
  • l’Umbracle
  • Museo delle scienze Principe Felipe
  • Parco oceanografico di Valencia
  • il Pont de l’Assut de l’Or
  • l’Agora

Nonostante le polemiche e i vari problemi che può aver dato questo progetto, nel percorrerlo a piedi dà la sensazione di essere immersi in un mondo fantastico abitato da strane creature marine. Ho avuto la fortuna di visitarlo due volte in pochissimi giorni ed entrambe le volte c’era poca gente (sembrava che il cantiere fosse appena concluso e dovesse ancora aprire al pubblico): questo mi ha dato modo di scattare delle buone foto senza essere disturbata e di assaporare ogni particolare.

Un pò di attesa prima della pubblicazione delle foto. A presto!

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e, pertanto, possono essere riprodotte soltanto citandone il nome. Copyright Sonia Darici 2015]